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venerdì 20 maggio 2016

Settimana-inaspettata-sorpresona parte 2

Al termine della visita del 17 maggio 2016 lo sciametto a terra non era ancora rientrato tutto. Sopraggiunta la pioggia decido di lasciare in opera il recupero contando di ripassare in serata a constatare il recupero e quindi offrire un posto al cubotto in attesa di decidere il da farsi.  Sicuramente non è il caso di allevare ancora un sciame piccolissimo avendo altre famiglie in difficoltà, penso che inizierò una serie di fusioni ( almeno due ) per iniziare a dare sostanza alle famiglie del mio apiario.

Ritornato in serata quasi al crepuscolo scopro che lo sciame invece di rientrare completamente è fuoriuscito tutto e giace nuovamente a terra. Drasticamente inizio a raccogliere a manciate le api prestando attenzione affinché nessuna, ed in particolare la regina, venga danneggiata.
Recuperato in questo modo "affrettato"  e constatato che anche le ultime api che si erano alzate in volo sono rientrate chiuso e posiziono il cubotto in posizione temporanea. L'intenzione è di riunire questa sciamatura con la famiglia orfana.

Il mattino del 18 maggio 2016 si presenta con le condizioni meteo utili a effettuare le due fusioni che ho in mente. mi procuro della farina di semola e mi dirigo per prima verso il giardino in cui sono insediati i due nuclei che avevo preparato per accogliere le regine che avrei dovuto ricevere il 18 aprile. I due nuclei erano stati formati il 16 aprile 2016. MI dirigo con la certezza di trovare due nuclei poveri di api con un po' di scorte utili a rinforzare le famiglie in difficoltà del mio apiario.
Aperto il primo nucleo mi conferma quanto avevo previsto mentre nell'apertura del secondo mi ritrovo con il diaframma completamente costruito. Questa cosa mi incuriosisce perchè è un chiaro sintomo di una famiglia in espansione e non di un nucleo al collasso. Esamino i telaini e scopro con grande e piacevole sorpresa che vi è una splendida Regina che ha anche iniziato a deporre. Particolare di questa regina che le ultime strisce del suo addome sono scure, l'addome risulta quindi metà color oro e per metà scuro.
Esaltato da questa notizia proseguo con la fusione dei due nuclei. Cospargo di farina i telai del nucleo con regina e li rimetto al loro posto nel pigliasciami. A questo punto cospargo di farina anche i telaini del nucleo povero di api e orfano e scrolalti i telaini fuori per evitare di importare probabili figliatrici sposto il pigliasciami portandolo in macchina. Le api disorientate si sono fiondate sul nucleo con regina appoggiandosi all'esterno dello stesso. In un paio d'ore sono entrate tutte lentamente. Pare che la fusione si avvenuta con successo. 
Carico da questo probabile successo sono andato in apiario per ripetere questa operazione con la famiglia orfana e il nucleo recuperato da terra la sera prima.

Arrivato in apiario ho aperto l'arnia orfana ed ho spolverato di farina telaini ed api. A questo punto ho scrollato a pochi metri i telaini per eliminare probabili figliatrici. Posati i telai vuoti all'esterno dell'arnia ho versato le api dello sciame con Regina Antonietta nell'arnia e ho spolverato di farina anche queste api. Ho rimesso in alloggio i quattro telaini più ricchi ed ho richiuso il tutto. C'è stata grande agitazione intorno all'arnia con api che hanno fatto la barba sul pretellino dell'arnia senza entrare. Ho atteso un po' per vedere l'andamento e constatato che le api entravano piano piano sono andato via.
In serata tutte le api erano rientrate in arnia e la situazione sembra essere pacifica.

Buon Volo


giovedì 24 marzo 2016

Visita e...Cubotto in azione???


TIT3 Regina Arcibella completamente 
costruito
Come di consueto allo scadere dei 7 giorni dall'ultimo taglio del favo nel TIT3. Ho iniziato dalla famiglia della Regina Arcibella che ho trovato come al solito esplosiva nel numero di api presenti all'interno dell'arnia e che ricoprono i telaini. Nella foto si nota la costruzione del favo fino a riempire il vuoto. Le ceraiole si danno da fare come anche la regina nel covare prontamente nelle cellette che siano a fuco oppure ad operaia.
Favo da ritagliare.
Taglio effettuato come sempre e liberazione dalla Varroa presente nelle celle. Le varie cellette vuote fanno pensare a covata da operaia già sfarfallata.

La temperatura come le condizioni meteo non erano delle migliori ma ho cercato comunque di rispettare i ritmi imposti dall'uso del Telaino Trappola Campero.


Ho prelevato i piccoli telaini del cubotto da fecondazione che avevo inserito domenica scorsa che erano stati costruiti e covati così come mi aspettavo. Le ceraiole in questi quattro giorni hanno dovuto lavorare molto più che nella scorsa settimana per riempire i vuoti sia tel TIT3 che dei telaini da cubotto.
situazione Arcibella
Avevano costruito anche nella parte inferiore del telaino, costruzione che ho "inserito" all'interno del cubotto considerato che vi erano uova nelle cellette.

Nel melario non vi è ancora miele e considerando le giornate non belle delle ultime settimane mi pare anche ovvio. Poche api sono salite e non costruiscono ancora ( le ceraiole le tengo impegnate nel nido con i miei esperimenti )

Chiuso tutto sono passato alla famiglia della Regina Noce. Qui purtroppo non vi sono novità, la regina ancora non cova e le api continuano a costruire cupolini di sostituzione che però non vengono covati. In questa occasione non ho visto la regina anche per il poco tempo che ho tenuto aperta l'arnia. Il primo settore del TIT3 era completamente costruito mentre nel secondo vi erano api acrobate che agganciandosi tra loro riempivano il vuoto del settore centrale aperto e non costruito da due settimane.
Ho ritenuto opportuno nutrire con un litro di sciroppo 1:1 nella speranza che la regina riprenda a covare. L'importazione comunque nella famiglia è presente e si possono spesso notare api con polline.

  
Cubotto da Fecondazione
Terminata la visita ho inserito i telaini del cubotto da fecondazione all'interno del cubotto arancione aggiungendo anche il favetto ritagliato alla base degli stessi che presentava covata. Sicuramente sara un problema eliminare in seguito questo favetto "libero" ma ho ritenuto opportuno lasciarlo per la presenza di uova e per le api che lo ricoprivano.
Andato via le api ancora non iniziavano a fuoriuscire fatta esclusione di qualche curiosa che metteva fuori la testa per poi tornare all'interno del cubotto.
Dopo qualche ora si potevano notare alcune api ferme sui lati del cubotto segnale di orfanità della famiglia. Speriamo di riuscire ad allevare una regina per la creazione di nuclei dopo la prima tornata di raccolto di quest'anno.

Tutto molto rocambolesco ma tutto molto emozionante.

Aggiornamento nei prossimi giorni

Buon Volo


lunedì 21 marzo 2016

le api hanno un'inclinazione?!...mi inclino anche io!!!

Cubotti da fecondazione
Spesso nei libri o sui blog, riguardanti l'apicoltura, ho letto che il modo migliore per allevare le api è imparare a conoscere le inclinazioni e le abitudini delle nostre api per meglio condurle piuttosto che forzare l'alveare a comportarsi come vogliamo noi.

Ho iniziato a visitare le mie due famiglie dalla metà di febbraio 2016 dopo la ripresa dall'invernamento e la costante che ho trovato all'interno dell'arnia della Regina Arcibella è quella di una grande predisposizione alla costruzione e la ricerca continua da parte della regina di spazio per la covata.

Il ritaglio dell'ultima visita del favo dal TIT3 dopo tre settimane che era stato costruito mi ha spinto ad elaborare una teoria che poi mi ha portato a sperimentare una nuova modalità ( nuova sicuramente per me ) di allevare regine e dare inizio a nuovi nuclei.
Nell'ultimo ritaglio ho trovato un'alta presenza di covata femminile e di uova là dove le api erano già sfarfallate, segnale di un'alta necessità della regina di covare e di covare covata da operaia.
La teoria che ho elaborato è la seguente:
  • Inserisco, avvalendomi di un adattatore tra le misure dei telaini del cubotto da fecondazione e quelli dell'arnia classica, due telaini vuoti tra quelli di covata dell'arnia;
  • Attendo 5/6 giorni affinché i favi siano stati costruiti ( impiegano circa un giorno a costrutire un favo delle dimensioni dei telaini del cubotto );
  • dopo la costruzione delle cellette la regina avrà covato sia da operaia che da fuco e prelevandoli dopo 5/6 giorni avrò grande probabilità di avere uova e larvette di massimo un giorno ( ideali per avere regine ) e nessuna varroa essendo ancora lontani dal momento in cui le cellette saranno opercolate e quindi momento in cui la varroa si introduce nella cellette.
  • Prelevati i telaini, con le api che li ricoprono, li inserisco in un cubotto da fecondazione in cui saranno orfani e quindi inizieranno ad allevare la loro nuova regina costruendo una cella reale
  • Predispongo il nutrimento del piccolo nucleo che sicuramente non sarà autosufficiente per l'importazione di polline e nettare;
  • Allevata e fecondata la regina inizierà a covare completando i 4 mini telaini a corredo del cubotto;
  • una volta che il nucleo inizia a stare stretto nel cubotto lo trasferirò in un pigliasciami per completare la formazione del nucleo;
Ho iniziato a sperimentare la dimostrazione di questa teoria domenica 20 marzo 2016 giorno in cui ho introdotto i due telaini da costruire e covare.
Nel giro di un mese dovrei avere un cubotto abitato e pronto a crescere partendo da una situazione di varroa vicina allo zero.

a presto con gli aggiornamenti

Buon Volo

venerdì 18 marzo 2016

Irrimediabilmente...imprevedibili


Inserendomi tra un nubifragio e l'altro finalmente questa mattina alle 13:20 approfittando della comparsa del sole e relativo innalzamento della temperatura ho effettuato la visita alle mie famiglie per non spezzare il ritmo settimanale delle visite imposto dall'introduzione del TIT3 di Michele Campero.

Invertendo l'ordine con cui solitamente visito le mie due arnie ho iniziato a verificare la famiglia della Regina Noce.
Dalla pubblicazione di una foto scattata al termine dell'ultima visita era emerso un dilemma scaturito dal confronto nella zona commenti della foto, in cui si ventilava l'ipotesi dell'orfanità di questa famiglia. Preoccupato ho pensato fosse opportuno una visita accurata dei telaini, tesi aggravata dalla mancata costruzione del settore numero due del TIT3 aperto giovedì della settimana scorsa.

Situazione del TIT3
presente all'interno dell'arnia
della Regina Noce
Passando in rassegna i telaini uno per volta notavo la totale assenza di covata fresca rilevando presenza di miele nel melarietto, assenza di polline e cellette completamente vuote anche se presidiate per il 100% dalle api.
Registro la presenza di un cupolino in zona "sostituzione" ma comunque vuoto.
Arrivato ad estrarre il TIT3 noto il settore due vuoto con sole api che penzolavano attaccate alla parte superiore dello spazio libero e il settore costruito in precedenza cresciuto nelle dimensioni ma senza segni di covata di alcun tipo. La costruzione pare essere da fuco.
Telaini della Regina Noce dopo aver
gocciolato lo sciroppo.
Sconsolato e ormai prossimo a dichiarare orfana la famiglie scorgo la Regina Noce che si sposta velocemente alla base del telaino che avevo in mano in quel momento.
Tranquillizzato dalla presenza della regina, cerco di dare una spiegazione plausibile all'assenza di covata, trovandola solo nella scarsa importazione di polline dell'ultima settimana dovuta a sette giorni di pioggia continua con temperature tra i 5° e i 7° nelle ore notturne e non superiori ai 12° nelle ore centrali della giornata.
Risistemo i telaini nei rispettivi alloggi e procedo a somministrare l'ultima delle tre dosi di sciroppo arricchito con oli essenziali come prevede il Protocollo Pagliara 
La famiglia resta popolosa e presente su 6 telaini completamente presidiati compreso il TIT3

A questo punto mi sposto sull'arnia della Regina Arcibella spostando il melario e iniziando la visita. La famiglia è popolosa come sempre e per non smentire il loro modo di lavorare ritrovo il diaframma presidiato e con costruzioni di cera a celle da fuco.
Costruzioni a celle da fuco sul diaframma

Le condizioni metereologiche peggiorano iniziano a sentirsi i primi tuoni in lontananza e decido di limitarmi a togliere le costruzioni dal diaframma e di tagliare il settore numero due del TIT3 come da protocollo di Michele Campero.

Il settore liberato giovedì scorso risulta completamente costruito e covato, resta il dubbio se le cellette siano da fuco oppure da operaia.
Dubbio alimentato da quanto apprenderò successivamente durante la lettura del favo indicatore ritagliato.

TIT3 della famiglia Regina Arcibella.
Sistemo il TIT3 orizzontalmente adagiandolo sulla parte posteriore dei telaini per poter comodamente tagliare il settore centrale. Noto immediatamente la presenza di fuchi di dimensioni notevoli tanto da farmi programmare un'apertura di uno spazio in un favo per permettere a questa famiglia di allevarne per una buona inseminazione nel momento in cui deciderò di creare dei nuclei. 

Ispeziono accuratamente i settori uno alla volta che risultano molto resistenti tanto da non rendere necessario l'utilizzo dell'elastico per evitare che si spezzino oppure si crepino posando il TIT3 sull'arnia.

favetto indicatore
Tagliato il favo mi trovo la Regina Arcibella che si aggira proprio sul quella porzione di cellette quindi cerco delicatamente di farla cadere all'interno dell'arnia senza però riuscire nel mio intento. Adagio il favetto sui telaini certo che la regina approfitterà immediatamente di questa situazione per inabissarsi tra le sue figlie. In effetti dopo pochi istanti, ispezionando nuovamente il favetto, non ritrovo la Regina. Le api iniziano a ventilare indicando il rientro della regina.
favetto prossimo ad essere ritagliato
Scrollo le api dal favetto e dal diaframma ormai liberato dalle costruzioni e riposiziono l'escludi regina.
Riposiziono il melario al suo posto e ispezionandolo velocemente trovo una presenza di api più alta sui telaini indice di una prossima salita magari incentivata dalle condizioni meteo favorevoli che già domani avremo e dalla ormai esplosa fioritura dell'asfodelo. Fioritura in cui confido per il primo raccolto di questa annata.
Nelle foto si possono notare gli energici fuchi nati sicuramente da cellette allevate sui bordi dei fogli cerei.

Telaini delle Regina Arcibella subito
dopo aver gocciolato lo sciroppo.
Risistemato ogni telaino nel suo alloggio e inserito nuovamente il diaframma somministro anche per questa famiglia la dose di sciroppo arricchito con oli essenziali di Manuke e Melaleuca.

La famiglia staziona su 9 telaini compreso il TIT3 e insiste nel presidio del diaframma. I telaini sono ricoperti dal 100% di api.

Richiudo il tutto e mi sposto per analizzare il contenuto del favo ritagliato.






lato A
Lato B
Ora che risulta libero dalle api mi accorgo imemdiatamente che la covata è per la maggior parte da operaia e solo la parte inferiore a fuco. Le cellette vuote sono testimonianza dello sfarfallamento delle operaie che sono già state rimpiazziate con una nuova covata.
Varroa adulta matura su pupa di fuco
Ho disopercolato le cellette ancora chiuse facendo fuoriuscire le larve. Contando le varroe presenti sono arrivate a contarne 30 esemplari di femmina adulta. Vi era anche presenza di miele nella parte centrale.
Anche questa volta non tutte le pupe risultano parassitizzate e non si notano deformazioni o malformazioni nelle pupe estratte.

Riflettendo al rientro a casa ho pensato che avrei potuto innestare questo faveto in un cubotto da fecondazione per allevare una regina e iniziare la sperimentazione di questo strumento, approfittando della presenza di uova su diverse cellette del favo asportato. Mi riservo di effettuare questa operazioni durante la prossima visita.

Buon Volo





giovedì 10 marzo 2016

La Varroa non sa nuotare...confermato!!!

Oggi giovedì 10 marzo 2016 ho dovuto anticipare la visita per il controllo del TIT3

Favo costruito nel 3 settore del TIT3.
Si nota miele scuro nella parte alta.
Partendo dalla Famiglia della Regina Arcibella ho iniziato la visita ormai con cadenza settimanale, per garantire la corretta rotazione dei settori del TIT3 nei due alveari.
Non ho potuto estrarre i telai dato che la temperatura si aggirava intorno ai 14-15 gradi e il sole compariva a tratti. Ho preferito pertanto non esporre i telaini e quindi la covata a stress eccessivo.

Trascorse 3 settimane dall'introduzione del TIT3 nella famiglia Regina Arcibella sono giunto al momento di tagliare per la prima volta il favo interamente costruito ed opercolato con covata maschile in cui sarà sicuramente rimasta intrappolata una buona parte di Varroa. Ho posizionato l'elastico per evitare che gli altri due favi si rompessero piegando il telaino per l'operazione di taglio e ispezione.
Ispezionando l'ultimo favo costruito che ha la funzione di indicatore, ho riscontrato celle completamente covate in cui si vedono chiaramente delle uova e le cellette superiori in cui è stoccato del miele di colore scuro.
Tagliato il favo dal TIT3 ho riposizionato i telaini al loro posto. Ho verificato lo stato del foglio cereo introdotto la volta scorsa trovandolo quasi completamente costruito e rimosso l'ennesima accenno di favo dal diaframma.
Situazione della famiglia
della Regina Arcibella

Alla fine della visita o riposizionato il diaframma e scattato la foto qui alla destra del paragrafo.
La famiglia cresce bene anche se non accenna a salire a melario. 

L'indicazione avuta dal settore settimanale dovrebbe essere quella appunto di un prossimo inizio dell'importazione abbondante di nettare e quindi di stoccaggio di miele nel melario.

Ho somministrato la seconda dose settimanale secondo il Protocollo Pagliara con aggiunta di oli essenziali. Ripeterò l'ultima delle tre somministrazioni tra sette giorni. Le successive saranno senza oli essenziali e con cadenza quindicinale.
Nove telaini presidiati compreso il TIT3 che è posizionato nel centro della covata.
Controllato e ripulito il cassetto del fondo sono passato al controllo della famiglia della Regina Noce.

Primo settore costruito nel TIT3
della Regina Noce
Anche qui sono passato direttamente alla lettura del favo costruito nel primo settore del TIT3 trovandolo costruito per i due terzi dello spazio disponibile. La settimana scorsa la costruzione era irrilevante mostrando una scarsa presenza di ceraiole, ceraiole che questa volta erano già in attività. Non ho potuto verificare se vi fosse covata dato l'accanimento delle api nel non abbandonare il favo.

Situazione della famiglia
Regina Noce.
Ho provveduto ad aprire il settore centrale così come prevede il protocollo ed ho riposizionato il tutto.

Il diaframma non risulta presidiato se non da poche decine di api per cui non ho allargato lo spazio a disposizione della famiglia Regina Noce.



Anche qui ho somministrato la seconda dose settimanale secondo il Protocollo Pagliara con aggiunta di oli essenziali. 
Sei telaini presidiati compreso il TIT3 che è situato in posizione 3 partendo da destra.
Controllato e ripulito il cassetto del fondo ho richiuso il tutto e terminata la visita.


Lato A favo tagliato dal TIT3
Lato B favo tagliato dal TIT3

Ho tagliato gli opercoli della covata e, a differenza di quanto accaduto la volta scorsa in cui le Varroe sono immediatamente salite, la situazione è rimasta tranquilla.
Ho estratto quasi la totalità delle larve dalle cellette contando in tutto circa 100 varroe mature. Molte celle non contenevano alcuna varroa e le pupe erano ben sviluppate.




Aggiornerò il diario esattamente tra sette giorni come prevede il protocollo del TIT3

Buon Volo



martedì 1 marzo 2016

Cubotto da fecondazione in azione


Ho costruito questo inverno dei Cubotti da Fecondazione. Li avevo così battezzati perchè l'idea era di avere delle minuscole arnie che potessero ospitare una cella reale e una manciata di api al fine di allevare regine tampone da utilizzare in caso di orfanizzazione accidentali delle famiglie.

L'arnietta contiene 4 piccoli telaini ed ha la dimensione di 1/6 del un melario.

Nel mio apiario la famiglia della Regina Carina ( nucleo acquistato l'anno scorso ) versava in pessime condizioni certamente a causa di un'alta infestazione da Varroa Destructor. La regina continuava la sua attività di covata e le sue figlie incessantemente curavano l'allevamento delle covata che però non riusciva a sfarfallare regolarmente. Spesso le api, una volta formate, non riuscivano ad uscire dalla celletta e rotto l'opercolo riuscivano a tirar fuori solo la testa e poi morivano incastrate. 

Visitando la famiglia oggi ho verificato la presenza della Regina Carina che si aggirava instancabile sui telaini seguita dalle sue ancelle che si occupano di lei.

Considerato il numero di api che si occupavano della covata e l'abbondante importazione da parte delle bottinatrici, ho ritenuto necessario procedere con un esperimento che mi frulla nella testa da un po'.

Prelevato un telaino di scorte le ho tagliate a pezzi e incastrate nei piccoli telaini del Cubotto di Fecondazione lasciandone uno libero. I favi tagliati erano costituiti da celle di miele opercolato, da celle piene di polline e da celle vuote.

Travasate api e Regina Carina nella loro nuova dimora ho posizionato il piccolo cubo al posto della vecchia arnia per permettere alle bottinatrici di entrare nella loro nuova casa.

Dopo alcuni minuti di agitazione ed indecisione da parte di tutte le api, la situazione è rientrata riprendendo la normale attività di volo.

Spero in una ripresa immediata dell'attività di cova da parte di Carina in modo da ripristinare la famiglia. 

Appena le api saranno strette nel Cubotto da Fecondazione trasferirò il tutto in un porta sciami e da li proseguirò con il loro allevamento.

Nella nuova dimora la presenza della Varroa dovrebbe essere contenuta avendo abbandonato covata opercolata e vecchi favi di covata nella vecchia arnia.

Buon Volo



giovedì 25 febbraio 2016

Visita del 25 febbraio 2016



Regina Arcibella ( 2015 )

Prima visita dopo l'inserimento del TIT3 venerdì scorso ( ho anticipato la visita ad oggi dato che domani le previsioni non suone buone ).

Il primo settore è stato completamente costruito, come si ben notare nella foto, ed ho quindi provveduto ad aprire il settore centrale.

La famiglia presenta covata ovunque fin sopra il diaframma da cui non ho potuto smontare la cera in quanto presentava covata già a larva e miele di colore scuro stipato nelle cellette superiori.

Considerato il bisogno di sfogo della famiglia la fioritura dell'Asfodelo che dovrebbe esplodere a giorni, Ho installato il melario con alcuni fogli cerei costruiti ed altri da costruire in modo da dare spazio alle ceraiole di lavorare e contemporaneamente spazio per raccogliere il miele.

 

Regina Noce ( 2014 )

La famiglia continua a crescere e la regina cova ovunque c'è spazio così ho provveduto ad allargare la famiglia con un telaino costruito ed ho inserito il TIT3 considerato che vi era diversa covata a fuco.

Non si registra nessuna attività delle ceraiole. anche qui il diaframma era completamente presidiato da api ma non vi era nessun inizio di costruzione.

Regina Carina ( 2014 )

la famiglia stenta a riprendersi, finalmente ho registrato un incremento della covata.

venerdì 19 febbraio 2016

Prima visita completa 2016

Finalmente ho potuto riassaporare l'emozione di visitare, sfilando telaino dopo telaino, le mie tre famiglie in apiario. Ufficialmente è la prima visita completa del 2016, non potevo farmi scappare l'opportunità che il meteo mi ha offerto oggi 17 gradi, cielo terso, sole cocente e quasi assenza di vento.

Ricapitoliamo quando appreso durante la visita. Non ho documentato fotograficamente perché troppo preso dalla visita ho trascurato di scattare qualche foto.

Regina Carina: Non è marchiata ma al momento dell'acquisto mi hanno segnalato la regina come 2014.
è ancora viva!!!  Sembra una stupidaggine ma non sta attraversando un gran momento questa regina. Importazione regolare ma non come quella a cui mi aveva abituato fino al mese scorso. La covata è scarsa e sparsa. Poche api presidiano i telaini ( forse riuscirebbero a coprirne uno solo ) abbondanti scorte e abbondanti le bottinatrici. Ho ridotto l'ingresso ad un solo foro per evitare che vengano aggredite e saccheggiate portando la famiglia a morte certa. Incrociamo le dita. Docilissime!

Regina Arcibella:  non è marchiata ed è frutto della sciamatura artificiale del maggio 2015. 
Al momento le api sono disposte su 7 telaini completamente ricoperte d'api tanto da non riuscire a scorgere gli esagoni di cui sono composti i favi: semplicemente fantastico!!! Dei 7 telaini 4 erano di covata opercolata ed il resto scorte. Hanno rivestito anche il diaframma di cera che non ho potuto rimuovere in quanto la Sua Maestà la Regina Carina si aggirava alla ricerca di un posto dove covare: Instancabile!!
Ho inserito il telaino TIT3 Campero per iniziare il controllo della Varroa come anche lo stato di espansione della famiglia. Operazione confortata dalla presenza di celle da fuco su almeno due telaini. Docilissime!
ESPLOSIVA!!!!

Regina Noce: non è marchiata ed è frutto di una sciamatura del maggio 2015 quindi sicuramente del 2014.
AL momento le api sono disposte su 4 telaini completamente ricoperte d'api esattamente come la famiglia precedente. Hanno conservato l'aggressività che le contraddistingueva anche prima della sciamatura.
Dei 4 telaini 2 sono di covata opercolata ed anche fresca, cosa che mi ha rassicurato non avendo individuato la Sua Maestà. Mi riservo di inserire il TIT3 tra 7 giorni anche per sincronizzare le visite con le altre famiglie.

Le api bottinano preferendo la semicirconferenza della zona SUD-OVEST-NORD avendo come centro l'arnia. Trascurano la fioritura dell'alaterno preferendo la diplotaxis e il mandorlo. 
Prossima fioritura Asfodelo.


Prima "pinzatura" del 2016 a cura delle ancelle della Regina Noce.

lunedì 8 febbraio 2016

Visita in apirio del 7 febbraio 2016

approfittando delle condizioni metereologiche quasi favorevoli, ho effettuato la visita alle mie famiglie.

preparando lo sciroppo secondo il Protocollo Pagliara mi sono reso conto che la prima somministrazione deve essere fatta alla fine di gennaio.

Una volta pronto lo sciroppo mi sono recato in apiario ed ho effettuato la prima somministrazione da protocollo per il 2016.

Le tre famiglie godono di buona salute. La famiglia meno in forma è risultata quella della Regina Carina a cui ho provveduto a restingere l'ingresso ad un sono foro per evitare che le altre due accanto, approfittando della loro forza, saccheggiassero la famiglia debole portandola all'estinsione.

Ci aspettano giornate ventilate e piovose ma con temperature sempre al di sopra dei 12 gradi.

Buon Volo

lunedì 1 febbraio 2016

visita 1 febbraio 2016

La giornata di oggi ha visto la temperatura toccare i 18 gradi centigradi in ombra ed ho pensato di effettuare una visita in apiario per verificare le condizioni di salute delle mie famiglie

la famiglia della Regina Noce è a buon punto del suo sviluppo e la stimolazione derivata dal nutrimento inizia a dare i suoi risultati. Non ho estratto i telaini ma da un'analisi fatta dalla superficie si notano api disposte su 5 telaini. Importazione regolare e abbondante.

La famiglia della Regina Agostina si è estinta; al suo interno ho rinvenuto solo telai con qualche ape qui la sicuramente da saccheggio anche se latente. Ci sono scorte che tengo da parte per lo sviluppo dei futuri nuclei. Le cellette con polline risultano coperte da muffe.

La famiglia della Regina Carina procede bene nel suo sviluppo. Ho ritenuto opportuno iniziare il nutrimento stimolante per incrementare la covata. primo litro di sciroppo somministrato in data odierna; terminerò il ciclo tra 40 giorni esatti. La famiglia importa alla grande.

la famiglia della Regina Arcibella è sviluppata su 8 telaini e continua ad essere la punta di diamante del mio apiario. Grande importazione e sviluppo senza supporto da parte mia

Presenza di api sempre su rughetta e calendula mentre inizia l'assalto all'alaterno che viene abbontantemente bottinato.

Buon Volo

venerdì 8 gennaio 2016

Anteprima di primavera

Credo di aver avuto un anteprima di quella che sarà la ripresa primaverile delle mie quattro famiglie.

Ho fatto visita come sempre al mio apiario per registrare eventuale volo nelle giornate più o meno adatte ad un minimo di attività da parte delle api. Ho notato un volo costante di alcune bottinatrici che importavano soprattutto polline giallo/arancio ed altre di colore bianco/grigio.

Passeggiando lungo il viale di ingresso del terreno dove è collocato l'apiario ho poi avuto modo di fotografare alcune api intente a bottinare su rughetta bianca e su fiori di calendula. Ho registrato inoltre la schiusura di alcuni boccioli di fiori di alaterno.

Prima di andare via ho ripetuto il passaggio nei pressi delle arnie e sono rimasto sbalordito dalla quantità di api che si riversava fuori dalla porticina di ogni arnia accompagnato da un abbondante volo di ricognizione/purificazione.
Ha fatto eccezione solo la famiglia di Regina Agostina che è sistemata in un'arnia a Spazio Mussi che ha continuato la sua attività con la stessa intensita.

Buon Volo

sabato 5 dicembre 2015

diario dicembre

Ancora una volta la temperatura permette di aprire le arnie e somministrare lo sciroppo secondo il protocollo di Stanislao Pagliara. 

Iniziando dalla famiglia della Regina Noce e passando dalla famiglia della Regina Agostina, Regina Carina e terminando alla famiglia della Regina Arcibella, una dopo l'altra hanno tutte ricevuto la loro dose di sciroppo.

Credo sia l'ultima volta per questo inverno in cui aggiungo gli oli essenziali di Manuka e Melaleuca. La prossima somministrazione la farò a fine febbraio alla ripresa delle attività delle famiglie svernate.

Le famiglie erano in ottima salute, appena gocciolato lo sciroppo numerosissime api sono salite verso la sommità dei telaini per abbeverarsi.

Lo spazio tra i telaini è ridotto dall'ispessimento dei telaini che quasi si toccano. 

Resiste la fioritura del Rosmarino, abbondante quella del Nespolo. Da una settimana i terreni si riempiono di fiori di Calendula.

Buon Volo

martedì 1 dicembre 2015

considerazione sul protocollo Pagliara

ripensavo questa mattina alla domanda che più ricorre quando condivido di aver somministrato l'alimento secondo il protocollo di Stanislao Pagliara. Di solito mi sento chiedere: "qual'è stata la caduta?"

Credo che la domanda a mio parere sia poco pertinente. Provo a spiegarmi.

Il protocollo prevede la somministrazione di un nutrimento ricco di sostanze fortificanti per le api e non la somministrazione di un farmaco, ragion per cui non si può parlare di reazione al farmaco con relativa caduta di Varroa ma al limite di stato generale di salute guardando le api nel loro insieme durante il periodo di somministrazione del nutrimento.

Se un medico prescrive una dieta per recuperare le forze e migliorare lo stato generale di salute non posso aspettarmi la scomparsa dei sintomi con la immediata guarigione cosi come mi aspetterei se mi fosse somministrato un farmaco.

Nel caso in cui fossi affetto da dissenteria sarei carente di flora intestinale interessata alla digestione. Per questo motivo integrerei attraverso dei fermenti lattici che aiutano il mio organismo a ristabilire la flora intestinale risolvendo la patologia attraverso la fortificazione del mio organismo a combattere la patologia senza intervenire con un farmaco che avrebbe eliminato il virus o il batterio che causa la dissenteria.

In diverse occasioni ho letto che il vero problema portato dalla Varroa non è l'acaro in se ma le patologie derivanti dal contagio che provoca la presenza del vettore Varroa. Questo potrebbe voler dire che se integro nell'alimentazione delle api alcune sostanze che ne fortificano le difese necessarie a sopportare l'agente infestante non ho un risultato in termini di caduta di acari ma di miglioramento di stato di salute dell'alveare.

Permetto pertanto che le patologie derivanti dall'infestazione da Varroa ( ad esempio ali deformi ) possano essere evitate perché la larva sopporterebbe meglio la sottrazione di emolinfa così come anche le api meglio sopporterebbero la presenza della Varroa senza ridurre la loro vita media del 50%

Non avendo conoscenze tecnico scientifiche in campo veterinario o nella biologia avrò sicuramente espresso alcune inesattezze ma spero che il messaggio che avevo intenzione di veicolare sia stato compreso.

Buon Volo

lunedì 30 novembre 2015

anche oggi rapida visita

Anche oggi, approfittando del clima mite che ha offre la giornata ( temperature tra i 16/18 gradi ), ho fatto il gocciolato secondo il protocollo di Stanislao Pagliara. Dalle intercapedini presenti tra un telaino e l'altro sono subito emerse numerosissime le api. 
E' una grande soddisfazione arrivare al 30 novembre e poter ancora ispezionare, anche se senza estrarre i telaini,e trovare le api non ancora in glomere.

Tutte e quattro le arnie sono risultate in buonissima salute. Secondo le previsioni meteo anche tra 7 giorni si ripeterà una giornata come quella odierna. Se ciò accadrà approfitterò per somministrare ancora questo nutrimento.

Ispezionando i fondi delle arnie ho potuto notare residui di sfarfallamento e caduta di varroa nella norma.

Api presenti sui fiori del nespolo, sui fiori della rughetta selvatica e sull'ancora persistente rosmarino.

Buon Volo

venerdì 27 novembre 2015

Ciclo riproduttivo della Varroa Desctructor

Varroa Destructor: CICLO VITALE

Di seguito lo schema del ciclo vitale della Varroa:
OPERAIA
GIORNI
FUCHI

1


2


3


4


5


6


7

Varroa feconda entra in cella
8


9
Varroa Feconda entra in cella

10


11

1° uovo Femminile
12

Uovo Maschile
13
1° uovo Femminile
2° uovo Femminile
14
Uovo Maschile

15
2° uovo Femminile

16
3° uovo Femminile
3° uovo femminile
17


18
4° uovo Femminile
Accoppiamento maschio con femmina nata dal 1° uovo
19
5° uovo Femminile
Varroa adulta nata dal 2° uovo ma rimasta vergine e quindi sterile
20
Accoppiamento Maschio con Femmine nate dal 1°
Cella Schiusa
21
Accoppiamento Maschio con Femmine nate dal  2° uovo
Escono dalla cella insieme all’ape la varroa madre, una femmine feconda e una femmina sterile
22


23


24
Schiusa

Dall’osservazione del schema possiamo capire che:
     ·      La varroa si riproduce solo all’interno delle celle di covata ; vi entra poche ore prima dell’opercolatura e      dispone di 13 giorni nella covata di operaia e di 15 giorni in quella da fuco per riprodursi;

      ·        Da una cella di operaia escono: ( il numero delle varroe si triplica )
a.       La varroa madre
b.      Una varroa figlia feconda
c.       Una varroa vergine e quindi sterile

      ·   Da una cella da fuco escono: ( il numero delle varroe si quadrupla )
a.       La varroa madre
b.      Una prima figlia feconda
c.       Una seconda figlia feconda
d.      Una varroa vergine e quindi sterile


Eliminando la covata maschile si evita almeno il quadruplicarsi dell’infestazione in ogni ciclo riproduttivo. Inoltre considerato che 8 varroe su 9 scelgono la covata da fuco per riprodursi si elimina circa il 90% delle varroe.