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mercoledì 30 marzo 2016

un due tre ... SCIAMA!


Regina Noce
Mi sono recato in apiario oggi per effettuare la visita periodica alle mie due famiglie. La temperatura era intorno ai 18°-20° con leggerissima brezza da SUD.
Finalmente si erano presentante le condizioni per una visita accurata delle famiglie ispezionando ogni singolo telaino.
Ho iniziato dalla famiglia Noce in quanto presenta un numero contenuto di telaini e quindi la possibilità di essere abbastanza rapido nei tempi. è stato molto semplice individuare la regina che continua a covare in maniera disordinata mostrando tutti in suoi anni. Erano presenti uno straordinario numero di cupolini e celle reali non opercolate che non ho tolto in quanto desidero che avvenga la sostituzione della Regina e penso di poterlo lasciare fare un maniera autonoma alla famiglia. non vi è incremento della costruzione di cera comprovato dalla lentissima costruzione dei settori del TIT3. la famiglia sembra essere in perenne febbre sciamatoria raccogliendo il necessario per il sostentamento senza accumulare riserve nei telaini esterni al nido. Spero che la sostituzione avvenga il prima possibile, in alternativa destinerò una delle due regine che arriveranno tra circa due settimane a rimpiazzare la Regina Noce.
Settore costruito in 21 giorni

Famiglia Noce
 Ritagliato il settore ho reitrodotto il TIT3 con i settori vuoti eliminando la covata a fuco e quindi una parte della Varroa presente nel nido.

Ho somministrato la melassa del Protocollo Pagliara su tutti i telaini presidiati dalle api.
Teminata la visita alla famiglia Noce sono passato ad ispezionare i telaini della famiglia Arcibella. Anche qui ho individuato immediatamente la regina. 
Regina Arcibella
Proseguendo nell'ispezione ho estratto e ritagliato il settore con 21 giorni del TIT3 e continuando nella visita ho potuto verificare la presenza di una cella reale opercolata insieme ad altre cupolini e celle reali non opercolata. A questo punto ho pensato potesse essere opportuno procedere con la sciamatura artificiale. Come prima cosa ho ritagliato la CR opercolata inserendola nei telaini del cubotto da fecondazione insieme a un nutrito numero di api. inizio così ad allevare la prima regina da CR utilizzando gli strumenti autocostruiti. Il numero di api è quello sufficiente a ricoprire entrambi i lati di un telaino, estensione che corrisponde alla somma delle superfici dei quattro mini-telaini del cubotto. Ho inserito un nutritore con sciroppo 1:1 nel tetto del cubotto.
Proseguendo con la sciamatura artificiale ho prelevato il telaino su cui era presente la Regina Arcibella insieme ad un secondo con covata e api e ho posizionato questi al centro di un pigliasciami a sei telaini.
Telaini del nucleo da sciamatura
nelle posizioni subito accanto ho introdotto due telai costruiti su entrambi i lati e nelle posizioni più esterne due telai con scorte di miele. Ho lasciato la famiglia orfanizzata nella posizione originale per conservare le bottinatrici e per non perdere la possiiblità di raccogliere del miele da asfodelo mentre il nucleo con la regina l'ho spostato nella nuova postazione qualche metro più indietro. A tutti i nuclei ottenuti ho somministrato la melassa come da Protocollo Pagliara. Tornato in apiario dopo circa un'ora ho costatato il continuo lavoro delle due famiglie nelle postazioni originali ed un volo di esplorazione-orientamento dei due nuclei appena formati.

Cubotto con CR e api insieme a nucleo da sciamatura artificiale con Regina
Buon Volo

giovedì 10 marzo 2016

La Varroa non sa nuotare...confermato!!!

Oggi giovedì 10 marzo 2016 ho dovuto anticipare la visita per il controllo del TIT3

Favo costruito nel 3 settore del TIT3.
Si nota miele scuro nella parte alta.
Partendo dalla Famiglia della Regina Arcibella ho iniziato la visita ormai con cadenza settimanale, per garantire la corretta rotazione dei settori del TIT3 nei due alveari.
Non ho potuto estrarre i telai dato che la temperatura si aggirava intorno ai 14-15 gradi e il sole compariva a tratti. Ho preferito pertanto non esporre i telaini e quindi la covata a stress eccessivo.

Trascorse 3 settimane dall'introduzione del TIT3 nella famiglia Regina Arcibella sono giunto al momento di tagliare per la prima volta il favo interamente costruito ed opercolato con covata maschile in cui sarà sicuramente rimasta intrappolata una buona parte di Varroa. Ho posizionato l'elastico per evitare che gli altri due favi si rompessero piegando il telaino per l'operazione di taglio e ispezione.
Ispezionando l'ultimo favo costruito che ha la funzione di indicatore, ho riscontrato celle completamente covate in cui si vedono chiaramente delle uova e le cellette superiori in cui è stoccato del miele di colore scuro.
Tagliato il favo dal TIT3 ho riposizionato i telaini al loro posto. Ho verificato lo stato del foglio cereo introdotto la volta scorsa trovandolo quasi completamente costruito e rimosso l'ennesima accenno di favo dal diaframma.
Situazione della famiglia
della Regina Arcibella

Alla fine della visita o riposizionato il diaframma e scattato la foto qui alla destra del paragrafo.
La famiglia cresce bene anche se non accenna a salire a melario. 

L'indicazione avuta dal settore settimanale dovrebbe essere quella appunto di un prossimo inizio dell'importazione abbondante di nettare e quindi di stoccaggio di miele nel melario.

Ho somministrato la seconda dose settimanale secondo il Protocollo Pagliara con aggiunta di oli essenziali. Ripeterò l'ultima delle tre somministrazioni tra sette giorni. Le successive saranno senza oli essenziali e con cadenza quindicinale.
Nove telaini presidiati compreso il TIT3 che è posizionato nel centro della covata.
Controllato e ripulito il cassetto del fondo sono passato al controllo della famiglia della Regina Noce.

Primo settore costruito nel TIT3
della Regina Noce
Anche qui sono passato direttamente alla lettura del favo costruito nel primo settore del TIT3 trovandolo costruito per i due terzi dello spazio disponibile. La settimana scorsa la costruzione era irrilevante mostrando una scarsa presenza di ceraiole, ceraiole che questa volta erano già in attività. Non ho potuto verificare se vi fosse covata dato l'accanimento delle api nel non abbandonare il favo.

Situazione della famiglia
Regina Noce.
Ho provveduto ad aprire il settore centrale così come prevede il protocollo ed ho riposizionato il tutto.

Il diaframma non risulta presidiato se non da poche decine di api per cui non ho allargato lo spazio a disposizione della famiglia Regina Noce.



Anche qui ho somministrato la seconda dose settimanale secondo il Protocollo Pagliara con aggiunta di oli essenziali. 
Sei telaini presidiati compreso il TIT3 che è situato in posizione 3 partendo da destra.
Controllato e ripulito il cassetto del fondo ho richiuso il tutto e terminata la visita.


Lato A favo tagliato dal TIT3
Lato B favo tagliato dal TIT3

Ho tagliato gli opercoli della covata e, a differenza di quanto accaduto la volta scorsa in cui le Varroe sono immediatamente salite, la situazione è rimasta tranquilla.
Ho estratto quasi la totalità delle larve dalle cellette contando in tutto circa 100 varroe mature. Molte celle non contenevano alcuna varroa e le pupe erano ben sviluppate.




Aggiornerò il diario esattamente tra sette giorni come prevede il protocollo del TIT3

Buon Volo



lunedì 8 febbraio 2016

Visita in apirio del 7 febbraio 2016

approfittando delle condizioni metereologiche quasi favorevoli, ho effettuato la visita alle mie famiglie.

preparando lo sciroppo secondo il Protocollo Pagliara mi sono reso conto che la prima somministrazione deve essere fatta alla fine di gennaio.

Una volta pronto lo sciroppo mi sono recato in apiario ed ho effettuato la prima somministrazione da protocollo per il 2016.

Le tre famiglie godono di buona salute. La famiglia meno in forma è risultata quella della Regina Carina a cui ho provveduto a restingere l'ingresso ad un sono foro per evitare che le altre due accanto, approfittando della loro forza, saccheggiassero la famiglia debole portandola all'estinsione.

Ci aspettano giornate ventilate e piovose ma con temperature sempre al di sopra dei 12 gradi.

Buon Volo

sabato 5 dicembre 2015

diario dicembre

Ancora una volta la temperatura permette di aprire le arnie e somministrare lo sciroppo secondo il protocollo di Stanislao Pagliara. 

Iniziando dalla famiglia della Regina Noce e passando dalla famiglia della Regina Agostina, Regina Carina e terminando alla famiglia della Regina Arcibella, una dopo l'altra hanno tutte ricevuto la loro dose di sciroppo.

Credo sia l'ultima volta per questo inverno in cui aggiungo gli oli essenziali di Manuka e Melaleuca. La prossima somministrazione la farò a fine febbraio alla ripresa delle attività delle famiglie svernate.

Le famiglie erano in ottima salute, appena gocciolato lo sciroppo numerosissime api sono salite verso la sommità dei telaini per abbeverarsi.

Lo spazio tra i telaini è ridotto dall'ispessimento dei telaini che quasi si toccano. 

Resiste la fioritura del Rosmarino, abbondante quella del Nespolo. Da una settimana i terreni si riempiono di fiori di Calendula.

Buon Volo

martedì 1 dicembre 2015

considerazione sul protocollo Pagliara

ripensavo questa mattina alla domanda che più ricorre quando condivido di aver somministrato l'alimento secondo il protocollo di Stanislao Pagliara. Di solito mi sento chiedere: "qual'è stata la caduta?"

Credo che la domanda a mio parere sia poco pertinente. Provo a spiegarmi.

Il protocollo prevede la somministrazione di un nutrimento ricco di sostanze fortificanti per le api e non la somministrazione di un farmaco, ragion per cui non si può parlare di reazione al farmaco con relativa caduta di Varroa ma al limite di stato generale di salute guardando le api nel loro insieme durante il periodo di somministrazione del nutrimento.

Se un medico prescrive una dieta per recuperare le forze e migliorare lo stato generale di salute non posso aspettarmi la scomparsa dei sintomi con la immediata guarigione cosi come mi aspetterei se mi fosse somministrato un farmaco.

Nel caso in cui fossi affetto da dissenteria sarei carente di flora intestinale interessata alla digestione. Per questo motivo integrerei attraverso dei fermenti lattici che aiutano il mio organismo a ristabilire la flora intestinale risolvendo la patologia attraverso la fortificazione del mio organismo a combattere la patologia senza intervenire con un farmaco che avrebbe eliminato il virus o il batterio che causa la dissenteria.

In diverse occasioni ho letto che il vero problema portato dalla Varroa non è l'acaro in se ma le patologie derivanti dal contagio che provoca la presenza del vettore Varroa. Questo potrebbe voler dire che se integro nell'alimentazione delle api alcune sostanze che ne fortificano le difese necessarie a sopportare l'agente infestante non ho un risultato in termini di caduta di acari ma di miglioramento di stato di salute dell'alveare.

Permetto pertanto che le patologie derivanti dall'infestazione da Varroa ( ad esempio ali deformi ) possano essere evitate perché la larva sopporterebbe meglio la sottrazione di emolinfa così come anche le api meglio sopporterebbero la presenza della Varroa senza ridurre la loro vita media del 50%

Non avendo conoscenze tecnico scientifiche in campo veterinario o nella biologia avrò sicuramente espresso alcune inesattezze ma spero che il messaggio che avevo intenzione di veicolare sia stato compreso.

Buon Volo